Come scegliere il regime fiscale giusto per sviluppare la tua idea di business

Ogni business nasce da un’idea e valutarne la fattibilità è la prima cosa che bisogna fare.  Tuttavia, in seguito, è necessario capire quale forma giuridica utilizzare per riuscire a svilupparla in base alle tue esigenze. Ogni struttura d’impresa ha infatti un proprio regime fiscale e scegliere quello giusto è fondamentale, poiché condizionerà la tua attività nel suo complesso. Sarà meglio non sbagliare.

Le forme giuridiche in Italia sono principalmente tre:

  • Ditta individuale
  • Società di persone
  • Società di capitale


Ognuna di queste ha le proprie peculiarità ed è bene conoscerle prima di iniziare. Vediamole insieme e scopriamo quale può essere la più adatta in base alle tue necessità.

Professionista che prende appunti con una penna su un quaderno.

Regime fiscale nella ditta individuale

Dal punto di vista del regime fiscale, la Ditta Individuale è quella più semplice e meno onerosa. Può essere costituita in poco tempo e senza la necessità di un notaio.

La peculiarità di questa forma risiede nell’assenza di soci con cui confrontarsi. Questa caratteristica può essere un bene o un male, in base ai punti di vista. Se è vero che sei libero di prendere le decisioni che ritieni opportune, è anche vero che la presenza di qualcuno può essere positiva. Hai la possibilità di un confronto, scambiare idee e condividere i momenti di difficoltà. Considera che il rischio d’impresa ricadrà esclusivamente su di te.

Dunque, particolare attenzione è bene porla al patrimonio del titolare. Infatti, nel caso in cui le cose andassero male, verrebbe automaticamente messo a disposizione dei creditori.

Il regime fiscale connesso a questa forma giuridica d’impresa consente di avere una contabilità semplificata. Ovvero, la registrazione ai fini fiscali delle sole fatture di vendita e di acquisto, tralasciando il conto corrente.

Tale modalità è più economica, in quanto più semplice, ma non consente una visione totale dell’andamento dell’azienda. È consigliata ai freelance, alle piccolissime realtà, oppure nei primi anni dell’attività.

Gli scaglioni IRPEF nel regime fiscale italiano

Gli imprenditori che scelgono la forma giuridica della ditta individuale sono soggetti al pagamento dell’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche). L’IRPEF è un’imposta progressiva, ovvero aumenta in proporzione al reddito. Questi sono gli scaglioni attualmente vigenti in Italia:

  • fino a 15.000 euro, l’aliquota IRPEF è del 23%;
  • tra 15.001 e 28.000 euro, l’aliquota IRPEF è del 27%;
  • tra 28.001 e 55.000 euro, l’aliquota IRPEF è del 38% ma viene applicata sulla soglia eccedente il secondo scaglione;
  • tra 55.001 e 75.000 euro, l’aliquota IRPEF sulla quota eccedente il precedente scaglione è del 41%;
  • sopra i 75.000 euro l’aliquota IRPEF è pari al 43% sulla quota eccedente il precedente scaglione.


Dunque, dal secondo scaglione in poi si applica l’aliquota successiva solo per la parte eccedente di reddito.

Donna che controlla i conteggi su un registro con la calcolatrice

Le società di persone nel sistema fiscale italiano

Questa è una forma giuridica intermedia. Presenta delle caratteristiche simili alla ditta individuale, ma altre invece corrispondono alle società di capitali, che vedremo fra poco.

Innanzitutto, le società di persone si dividono tra SNC (società in nome collettivo) e SAS (società in accomandita semplice). Per costituirne una è necessario presentarsi dal Notaio in almeno due persone.

Nella SNC tutti i soci sono anche amministratori, mentre nella SAS alcuni soci saranno amministratori e altri no. È molto importante osservare che la prima caratteristica a legare questa tipologia di forma giuridica alla precedente (ditta individuale), consiste nella messa a rischio del patrimonio dei soci amministratori.

Infatti, nel caso in cui la società andasse male, saranno proprio gli amministratori a dover soddisfare i debiti verso i creditori, con il proprio patrimonio personale.

Anche qui, la società può avere una contabilità semplificata, che consente di mantenere i costi bassi, soprattutto nei casi che abbiamo visto prima. Nella società di persone le tasse (IRPEF) vengono pagate da tutti i soci, in base alla percentuale di quote possedute. Naturalmente, anche in questo caso, maggiori saranno i guadagni e crescente sarà l’impatto delle tasse.

Le società di capitale: regime fiscale

A mio modo di vedere, le società di capitale rappresentano la migliore soluzione per fare impresa con la “I” maiuscola. Non a caso, questa è la forma giuridica più frequente per imprese di piccole, medie e grandi dimensioni.

Per prima cosa, la caratteristica principale è che i soci non rischiano il proprio patrimonio, ma solo il capitale conferito. Pertanto, in caso di insuccesso, sarà la sola società a “fallire” e non i soci, i quali manterranno al sicuro il proprio patrimonio.

Dal punto di visto della gestione fiscale questa forma è la più complessa, ma anche quella che permette una visione più precisa e chiara di impresa. Questo perché il regime fiscale applicato prevede l’obbligo della contabilità ordinaria, a differenza di quanto accade con le società di persone e le ditte individuali.

Avere una contabilità ordinaria significa registrare, e quindi monitorare, qualsiasi movimento. Ogni euro speso sarà dunque classificato.

Esistono due tipi di società di capitali: la SRL (società a responsabilità limitata) e la SPA (società per azioni). La prima più semplice e comune, la seconda più complessa e utilizzata soprattutto nel caso in cui un’azienda voglia quotarsi in borsa.

La tassa che una società di questo tipo paga è l’IRES, la quale prevede un’aliquota fissa del 24%. Quindi, non essendo progressiva, come lo è l’IRPEF, maggiori saranno i guadagni e meglio verrà ammortizzato il suo impatto sull’azienda.

Per completezza espositiva, ci tengo a sottolineare che vi sono altre forme giuridiche (associazioni, cooperative, ecc.) Tuttavia, non le ritengo funzionali per un’azienda che ha come scopo il guadagno.

Sistema fiscale italiano: oltre a IRPEF e IRES c’è di più

IRPEF e IRES non sono le uniche imposte nel regime fiscale. È utile considerare che le aziende dovranno affrontare anche il pagamento delle imposte INPS e IRAP.

L’INPS (ovvero ciò che formerà la pensione dell’imprenditore) è obbligatoria per tutti coloro che lavorano all’interno dell’azienda. Pertanto, il titolare nella ditta individuale, i soci amministratori nelle società di persone e i soci lavoratori nelle società di capitali.

Infine, l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è un tributo che gli imprenditori versano ogni anno alla propria regione, poiché svolgono abitualmente un’attività di impresa.

Come hai potuto notare, la scelta della forma giuridica più idonea alla tua idea di business è fondamentale. In base al regime fiscale applicato variano sia l’impatto delle imposte che i rischi patrimoniali per l’imprenditore.

Dunque, non si tratta di una scelta da fare senza un’adeguata analisi dei tuoi obiettivi presenti e futuri. Serve il supporto di consulente esperto che possa aiutarti a trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze. Contattami senza impegno e raccontami dei tuoi progetti, insieme possiamo trovare il regime fiscale giusto per sviluppare la tua idea di business.

Elena Carolo

Elena Carolo

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