Quali sono i principali indici di redditività aziendale e cosa ti dicono

Valutare la capacità di un’azienda di generare valore è un’attività affascinante, ma complessa. Un dato sintetico come l’utile d’esercizio non può bastare. Serve un’analisi dettagliata dei principali indici di redditività per consentirti di osservare in modo realistico la realtà aziendale e misurarne la capacità di generare valore e produrre reddito.

Dunque, a prescindere dalle dimensioni della tua impresa, quali sono le metriche che possono farti capire se la stai gestendo in modo efficiente? Il compito non è semplice, ma se sai quali indicatori prendere in considerazione, e cosa esprimono, allora puoi indagare la redditività della tua azienda e comprenderne lo stato di salute.

Inutile indugiare oltre, vediamo quali sono i principali ratios utilizzati per valutare la situazione economica di un’impresa e cosa ti permettono di sapere.

I principali indici di redditività aziendale

Una corretta gestione finanziaria è fondamentale per consentirti di prendere decisioni tempestive e informate in risposta alle condizioni mutevoli del mercato. Esistono numerose metriche che puoi utilizzare per raccogliere informazioni utili e monitorare le prestazioni della tua attività. Ma se non sai quali indicatori prendere in considerazione può essere davvero travolgente.

Conoscere i principali indici di redditività aziendale, capire quali siano i più importanti e perché, ti consente di sviluppare un’analisi economica realistica della tua attività. Puoi agire con consapevolezza e tempestività, per evitare situazioni di rischio che possano comprometterne la redditività.

Insieme agli indici di struttura finanziaria e a quelli patrimoniali, gli indici di redditività consentono di formulare un’approfondita analisi di bilancio. In generale, possiamo dire che gli indicatori chiave delle prestazioni finanziarie sono tasselli imprescindibili di una più ampia riflessione sull’andamento delle tue attività aziendali e rientrano in queste 5 macrocategorie:

  • Crescita – vendite e i profitti aumentano o diminuiscono anno dopo anno? C’è una tendenza?
  • Redditività – stai realizzando profitti sufficienti rispetto ad altre società simili?
  • Liquidità – l’azienda è in grado di adempiere ai propri obblighi a breve termine?
  • Leva finanziaria – stai approfittando dei finanziamenti per implementare strategie di crescita?
  • Attività — gestisci efficacemente le risorse dell’azienda?

 

Comprenderle, e tenerle sempre in considerazione, ti consente di avere una visione completa delle metriche necessarie a tracciare, misurare e analizzare la salute finanziaria dell’azienda. Ad esempio, monitorare il flusso di cassa è fondamentale, poiché un’azienda che sta generando profitti può trovarsi rapidamente nei guai se non ha abbastanza liquidità per operare. Dunque, dovresti conoscere in anticipo le tue esigenze finanziarie per gestire l’attività in modo proattivo.

E ancora, se l’azienda è in crescita, è probabile che avrai bisogno di finanziamenti per nuovi macchinari e attrezzature, dovrai assumere più personale, ecc. Ma se non hai un quadro finanziario chiaro e aspetti il bilancio di fine anno per capire, potrebbe essere troppo tardi.

Hai bisogno di ricavare degli indici di redditività che supportino le tue azioni nel tempo. Adesso siamo pronti per vedere quali siano i principali.

#1 Return on equity (ROE) o rendimento del capitale proprio

Il ROE (Return on equity) rappresenta la redditività della gestione aziendale rispetto al capitale investito dai soci. Esprime pertanto la redditività del capitale proprio, in termini di rendimento percentuale annuo per gli azionisti, a fronte del loro investimento a titolo di capitale di rischio. In parole semplici, traduce la performance finanziaria di un’azienda indicandone l’efficienza nel generare profitti.

Per calcolare il ROE è necessario dividere il reddito netto (utile netto d’esercizio) per il capitale netto (mezzi propri o patrimonio netto). Il risultato in percentuale è ottenibile con la seguente formula: (reddito netto / capitale netto) x 100.

Essendo un indice di redditività, maggiore è il ROE e migliore è l’appetibilità dell’azienda sul mercato. Tuttavia, questo indicatore non va preso in chiave assoluta, ma relativa. Ovvero, va osservata la sua evoluzione sulla base di 2 fattori:

  • tempo – da quali livelli di ROE proviene l’azienda? Sono più alti o più bassi?
  • spazio – qual è il livello di redditività dei tuoi competitors? Maggiore o minore?

 

Dunque, il ROE è un indice fondamentale, soprattutto per l’analisi delle società quotate, poiché consente di comprendere se l’investimento sia davvero profittevole. In tali casi, a differenza delle PMI non valorizzate sul mercato finanziario, invece di prende in esame il patrimonio netto, si considera il valore di capitalizzazione di borsa.

Infatti, il valore espresso dal ROE si presta a essere confrontato con il rendimento che l’azionista avrebbe potuto conseguire in un investimento alternativo. Perciò, viene spesso rapportato con il tasso risk free, o presunto tale, per capire l’entità del premio per il rischio con il quale l’azionista è stato, o non è stato, remunerato.

Ma non solo, se la tua azienda è quotata, il valore del ROE viene combinato anche con il rapporto price/earning (P/E): maggiore è la discordanza tra i due indicatori e più alta è la probabilità che investire nella tua azienda sia una reale opportunità. Ergo, la tua azienda è in salute e promette di crescere.

#2 Return on investment (ROI) o ritorno degli investimenti

Per approfondire l’analisi della redditività della tua azienda, al ROE sarà meglio affiancare almeno un paio di altri indicatori. Iniziamo dal ROI (Return on investment), uno tra i più importanti indici di redditività aziendale, poiché esprime la capacità di produrre reddito del capitale investito nella gestione caratteristica. Ovvero, quell’insieme di operazioni e processi che consentono di svolgere l’attività principale dell’azienda allo scopo di produrre utili.

Per calcolare il ROI è necessario rapportare il Reddito Operativo e il Capitale Operativo Investito. La formula che ne esprime il valore in percentuale è dunque: (Reddito Operativo / Capitale Operativo Investito) x 100.

Il Reddito Operativo è quello derivante dalla gestione caratteristica. Dunque, è prodotto dal business tipico dell’azienda ed è espresso dall’EBIT (Earning Before Interest and Taxes). Quest’ultimo è un indicatore che manifesta la capacità del capitale di produrre ricchezza al netto di imposte e oneri finanziari. Invece, il Capitale Operativo Investito è quel valore impiegato nella gestione tipica aziendale, sia proprio che di terzi.

Il ROI consente di isolare il rendimento dell’area tipica aziendale, per misurare capacità ed efficienza dell’imprenditore nella gestione operativa. In questo modo, è possibile valutare le tue azioni rispetto al finanziamento aziendale globale.

A livello concettuale, il ROI è simile al ROE. Quindi, è fondamentale che sia sempre alto. Ma non solo, essendo un indice di redditività che esclude la gestione non caratteristica, è bene confrontare il ROI con il costo medio del debito contratto dall’azienda. In questo modo, puoi capire se l’impiego delle risorse finanziarie è conveniente o meno.

Quando il ROI è al di sopra del tasso medio di finanziamento (WACC, Weighted Average Cost of Capital), significa che sarebbe profittevole prendere a prestito ancora denaro e aumentare i fattori produttivi. In questa situazione ricorrere alla leva finanziaria è dunque conveniente.

Viceversa, se la tua azienda ha un ROI basso, o inferiore al costo del denaro preso a prestito, manifesta l’incapacità di generare profitti. In tal caso, il ricorso alla leva finanziaria sarebbe controproducente.

#3 Indici di redditività aziendale: il Return on Asset (ROA)

Dopo il ROI, possiamo prendere in esame il ROA (Return on Asset). Si tratta dell’indicatore di redditività degli investimenti che, a differenza del ROI, prende in considerazione l’analisi totale dell’attivo e consente di misurare la redditività del capitale complessivo dell’azienda.

Tra i vari indici di redditività, il ROA esprime la capacità dell’azienda di far rendere tutti gli asset detenuti, senza limitarsi alla gestione caratteristica. Per calcolare il ROA si mettono in rapporto l’Utile Netto e il Capitale Investito Totale. Dunque, la formula che ne esprime il valore in percentuale è la seguente: (Utile Netto / Capitale Investito Totale) x 100.

Il ROA completa l’analisi aziendale e, insieme agli indici di redditività ROE e ROI, consente di valutare la capacità dell’azienda di creare ricchezza. Quindi, è bene che il valore del ROA sia superiore ai tassi di interesse applicati dalle banche sulle leve finanziarie, altrimenti significherebbe che il ricorso all’indebitamento è stata una scelta azzardata e dannosa.

#4 Return on sales (ROS) o redditività delle vendite

Quelli che abbiamo appena visto sono i principali indici di redditività che dovresti prendere sempre in considerazione per valutare la capacità di generare valore della tua azienda.

Tuttavia, non puoi neppure trascurare il ROS (Return on sales), l’indice che esprime il margine di profitto sulle vendite. Ovvero, manifesta il risultato della relazione tra reddito operativo e fatturato, evidenziando la redditività unitaria delle vendite in termini monetari.

Per calcolare il ROS è necessario rapportare il Reddito Operativo e il Fatturato. La formula che ne esprime il valore in percentuale è dunque: (Reddito Operativo / Fatturato) x 100. È fondamentale che il ROS sia superiore al valore degli oneri finanziari che pesano sulla produzione per riuscire a ripagare almeno gli interessi passivi. Per questo motivo, è un indice che richiede di essere monitorato almeno ogni trimestre.

Indici di redditività aziendale: monitora la capacità di produrre reddito della tua azienda

Nella valutazione della redditività aziendale il processo di analisi richiede ulteriori competenze e approfondimenti rispetto a quanto abbiamo visto. Ma la conoscenza di questi indici di redditività è condizione imprescindibile per una lettura consapevole della capacità che la tua impresa possiede nel produrre valore. Non puoi fermarti al mero utile di esercizio, poiché non consente di cogliere le informazioni necessarie a un’ampia valutazione della tua gestione d’azienda.

Dunque, riassumendo, dovresti prendere in considerazione e confrontare tra loro ROE, ROI e ROA. Non accontentarti di una visione parziale affidandoti al valore di un unico indicatore di redditività. Infine, dovresti anche considerare il valore storico degli indici di redditività, per capire se le azioni intraprese stanno producendo effetti positivi sulla crescita dell’azienda.

La gestione finanziaria di un’azienda è complessa, ma è troppo importante per essere trascurata. Farlo significherebbe perdere il controllo e non sapere se le azioni intraprese stiano producendo risultati positivi o conducendo verso una possibile crisi. Servono strumenti e competenze adeguate ad analizzare gli aspetti fondamentali che regolano la crescita sostenibile della tua attività.

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